MATER MEDITERRANEA
Regia: Gianfranco Angei
Testi:


Il processo artistico che il Teatro Actores Alidos ha sviluppato negli anni precedenti sui miti classici (con gli allestimenti su Medea, Le Troiane e Le Supplici) e sui miti e leggende sulla Sardegna (come gli spettacoli Sonos de Ammentos, Boghes,Visiones e Paristoria) ha portato la Compagnia all’esigenza di allestire un’opera incentrata sul mito mediterraneo più arcaico dal valore universale: il mito della Dea Madre. Elemento fondamentale della messinscena è la sua collocazione proprio nei luoghi originari del mito, siano essi siti archeologici, di culto pagano o di altro genere, laddove il mito della Grande Madre è nato ed è stato venerato per millenni, e il cui inserimento in spazi non destinati al teatro non sia estraneo ma aderisca nella sua forma progettuale al luogo inteso come Paesaggio Drammaturgico. E’ con questi presupposti che nasce il progetto Mater Mediterranea (sostenuto dal Ministero ai Beni Culturali -Dipartimento dello Spettacolo e, per quanto riguarda la Sardegna, anche dalla Regione Autonoma della Sardegna -Assessorato allo Spettacolo) nel quale vari materiali scenici riferiti al mito arcaico e alle leggende della Sardegna - e più in generale del mediterraneo -  vengono fatti rivivere nel loro contesto originale oppure, più semplicemente, in un ambiente rilevante da un punto di vista storico non deputato al teatro (un castello, un centro storico, una chiesa, un monastero etc.) e più consono alle tematiche trattate. Peculiarità del progetto, infatti è che ogni sito accoglierà in modo differente Mater Mediterranea perché si riprenderà in carico di valorizzare lo spazio in cui si terrà l’evento, utilizzando di volta in volta le strutture architettoniche presenti e integrandosi al meglio per fare di quel luogo la “propria scenografia naturale” con carattere itinerante o stanziale secondo le caratteristiche esistenti, come già avvenuto negli anni scorsi nei vari siti che hanno ospitato il progetto: il Castello Colonna di Genazzano (RM), il Borgo medioevale di Labro (Rieti), il Santuario Nuragico di Santa Vittoria di Serri (NU), la vecchia miniera Pozzo Amsicora di Ingurtosu, il Borgo medioevale e il Castello Doria di Castelsardo (SS), “Complesso Nuragico di Tamuli”  di Macomer (NU). In Mater Mediterranea il Teatro Actores Alidos indirizza la sua ricerca verso una drammaturgia tesa a tradurre in azioni teatrali momenti emblematici della cultura mediterranea e di quella sarda in particolare coniugando rigore filologico e invenzione drammaturgica alle istanze innovative della compagnia,  assecondando la sua necessità di ritorno alle origini, alle sue fonti di vita, analizzando e riscoprendo l’appartenenza alla terra, alla sua madre mediterranea; con questo spettacolo (dove il termine madre però non è da intendersi esclusivamente in senso stretto bensì nell’accezione più generale di matrice culturale di un’area geografica, quella appunto del Mediterraneo) si indaga sul patrimonio insito nell’uomo, dove la sua memoria storica si esprime suggestivamente in quel che di mitologico e leggendario colpisce il nostro subconscio e il nostro emotivo. La potenza della figura della Grande Madre che incarna la vita, gioia, dolore, amore e vendetta, che evoca la genesi con le sue emanazioni, (dalle Parche alle Erinni e a tutte le figure femminili mitiche del nostro patrimonio leggendario e popolare) è nella fecondità della natura, in ogni donna, e il suo culto persevera in epoche successive ed è forse ancora rilevabile nei simboli del mediterraneo e dell’antica Europa. Lo spettacolo si svolge per quadri drammatici di forte impatto emotivo in un excursus tra i miti mediterranei in un viaggio cadenzato dall’alternarsi di riti sacri e magici della tradizione pagana e poi cristiana in una poetica dell’immagine. La scrittura scenica di “Mater Mediterranea” è del drammaturgo Gianfranco Angei (che ne cura anche la regia) e i testi poetici delle canzoni sono di Paolo Pillonca, mentre al cast artistico composto da Valeria Pilia e dalle altre attrici stabili della Compagnia si aggiungono attori scritturati e giovani attori.