Al PASSO CON SAM
Regia: Gianfranco Angei
Testi:


Pensiamo per un attimo al lavoro teatrale come ad una sorta di rapporto sessuale tra il regista ed i suoi attori, dove entrambi vogliono generare una nuova vita (lo spettacolo). Bisognerebbe allora immaginare che avvenga una continua inseminazione in funzione della fecondazione, verificabile solamente in particolari situazioni favorevoli all’incontro tra il seme e l’ovulo. Molti germogli di vita sono spuntati, ma la maggior parte è appassita col tempo perché non ha saputo assorbire la linfa vitale che veniva offerta. Infine sono sopravvissuti solo quelli più sani, più forti, più tenaci: essi hanno saputo crescere, svilupparsi e divenire adulti.Uno di essi è appunto “al passo con Sam”, decisamente il più maturo dei sopravissuti. Un seme tra i tanti ha finalmente trovato l’ovulo giusto e lo ha saputo fecondare. E’ nata così una vita rigogliosa e originale, dove la sensibilità umana ed artistica dell’attrice si arricchisce di creatività intensamente espressiva e drammatica.“Al passo con Sam” non parte da un testo, da una storia. Sulla base di un tracciato iniziale (composto da temi e situazioni, concetti e simboli) Valeria ha sviluppato con la tecnica dell’improvvisazione un personale percorso che si rifà alle proprie esigenze  di comunicazione e alle proprie esperienze umane.Le immagini sceniche si susseguono in varie fasi che, seppure collegate le une alle altre da un filo conduttore, si sorreggono anche autonomamente.Il testo, sebbene non illustri o commenti l’azione, sostiene i vari momenti drammatici e lascia allo spettatore il compito di interpretarlo e di ricostituirne la “storia”.

Maggio 1982 Gianfranco Angei

Una scarna scenografia fatta di piccoli oggetti forma sul pavimento un tracciato circolare che viene percorso dall’elemento femminile, tappa dopo tappa, come un lungo viaggio nello spazio-tempo.Un essere addormentato viene chiamato a raccontarsi. E’ la nascita, il germoglio faticoso: una piccola umanissima Eva si sta formando con tutti i suoi difetti.La prima amica scompare lasciando il fiore intaccato. Bisogna costruire una via, attraversare gli ostacoli pietra dopo pietra; tonfi secchi che segnano il piccolo mondo degli affetti e della neocultura in via di sviluppo. Una filastrocca può nascere spontanea, ma può tracciare i segni dell’imposizione e l’imposizione nevrotizza l’animo: qual è il raggio da seguire?E’ l’esteriorità dal sorriso fisso, la condizione della schiavitù al costume. Con quale prepotenza i dubbi squarciano l’apparente sicurezza! Il sogno, l’illusione.

Valeria Pilia