C’era una volta… Cenerentola

 

C’era una volta… Cenerentola. C’era una volta e c’è ancora.

Sì, perché la storia di Cenerentola è stata raccontata in molti paesi e in molti modi. Forse la versione più famosa è quella cinematografica di Walt Disney, ma moltissimi anni prima fu il francese Perrault a raccontarla e poi i fratelli Grimm ne diedero la loro versione, cupa e paurosa, e Gioacchino Rossini la mise in musica nel ‘800 facendone un’ opera buffa .

Ma nella nostra trasposizione teatrale noi ci siamo basati sulla secentesca versione napoletana del “Cunto de Li Cunti – Il Pentamerone” di Giovan Battista Basile: “Gatta Cenerentola”.

Ma quali sono gli ingredienti di questa storia comuni a tutte le versioni? Una povera ragazzina vessata dalla matrigna e dalle sorellastre, una scarpina perduta e una festa al castello, nonché una presenza magica che fornisce carrozza e cavalli, per finire coi fatidici rintocchi della mezzanotte.

Ebbene, immaginate che questa storia, proprio nella versione di Basile, la trovi in un libro una ragazzina abituata alla televisione e ai video postati sui vari social e che si trovi a leggerla assieme a uno strano musicista in un giorno in cui la connessione wi-fi viene meno e lei non può guardarsi il cellulare in santa pace. Allora succederà che questa ragazzina scoprirà le infinite possibilità che fornisce alla fantasia una storia raccontata dalla voce umana, o semplicemente scritta in un libro, e i mille spazi da riempire che può lasciare alla creatività .

Ecco, proprio questi spazi vuole occupare la nostra versione teatrale, piena di giochi linguistici e musicali in omaggio alla bellissima lingua di Basile, ricca di trovate sceniche dove semplici oggetti si trasformano in mari in tempesta e carrozze con cavalli, dove alla tradizione favolistica italiana si mescolano i giochi e i divertenti lazzi tipici della Commedia dell’Arte, tutto per creare un linguaggio semplice e divertente, un gioco pieno di trovate comiche e poetiche che si adatta moltissimo ai piccoli, che delle piccole cose sanno riconoscere l’importanza, e ai grandi, che qui ritroveranno il mondo fiabesco della loro infanzia.

C’è da divertirsi insomma con questa Cenerentola un po’ pestifera, con quelle sorellastre la cui cattiveria è proprio insopportabile e con quella fata che, come nella storia di Basile, ora è una colomba e ora un dattero magico.

L’importante è che Cenerentola e il Principe alla fine riescano a incontrarsi e a coronare il loro sogno d’amore… Ma finirà così anche la nostra divertente versione teatrale?

Per saperlo dovete venire a gustarvela a teatro.

 


 


 

 

 

Testo e Regia di Pino Costalunga

Con Michela Cogotti Valera e Paride Pusceddu alle musiche